SAI AMBIENTE - Rimozione amianto

Cosa è il consumo del suolo? Con il termine consumo del suolo si intendono tutte quelle superfici di terreno non più libere. La definizione sembra piuttosto semplice, ma il problema dietro ad essa è invece più complicato e serio.

Aree che in passato erano destinate all'agricoltura oppure venivano considerate in stato naturale o semi naturale, sono oggi utilizzate per la costruzione di edifici, scavi, discariche. Si capisce così che il consumo del suolo si traduce in tutte quelle opere realizzate dall'uomo che sottraggono terreno alla sua funzione naturale. La causa maggiore di consumo del suolo è la copertura di esso, non solo per la costruzione di edifici, ma anche per la realizzazione di altre opere urbane quali strade, cortili, aree pavimentate o in terra battuta, campi sportivi, ferrovie e tutte quelle attività che portano l'impermeabilizzazione del suolo.

Cosa comporta la perdita di suolo? L'impermeabilizzazione del suolo porta quindi alla sua perdita, il terreno non ha più la possibilità di svolgere le sue numerose funzioni, come fornire nutrimento a piante utilizzate in agricoltura per la produzione di cibo o foraggio, regolazione del clima e dell'acqua, che filtra e reindirizza verso le falde acquifere. Si rischia di portare via terreno che prima serviva da freno ad altre masse e questo potrebbe portare a crolli, erosioni che prima non avvenivano. Si va a distruggere habitat di diverse specie di animali rischiando così di portare alla loro scomparsa, senza considerare il danno paesaggistico che si va a creare sostituendo un bel bosco con edifici in cemento.

La situazione italiana. In Italia la situazione è a dir poco tragica, basti pensare al dato rilasciato non molto tempo fa dall'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, il consumo del suolo in Italia continua a crescere, abbiamo perso circa 52 chilometri quadrati di terreno solo nell'ultimo anno e la velocità con cui questo avviene è a dir poco spaventosa, due metri quadrati di territorio vengono coperti e resi impermeabili ogni secondo.

Perché accade? Viene da domandarsi, perché nonostante la famigerata crisi economica si continua a costruire, soprattutto nelle aree più industrializzate e in forte ripresa, come il Nord-Est.

Di chi è la colpa? Amministrazioni locali e governo centrale hanno più volte rimandato il problema, perché costruire fa bene all'economia, le aziende guadagnano e le persone lavorano, ma l'altra faccia della medaglia è la trasformazione incontrollata del territorio. Il disegno di legge, Contenimento del consumo di suolo e riuso del suolo edificato, che dovrebbe incentivare il riutilizzo di aree già edificate o di suolo già consumato e che prevede la riduzione del consumo di suolo netto a zero entro il 2050, è bloccato dal 2016 presso il Senato.

Che aree tocca? Il consumo di suolo italiano non influisce solo su terreni agricoli o naturali, per così dire, comuni, bensì anche su aree a rischio ovvero tutte quelle zone che andrebbero tutelate o sulle quali non si dovrebbe costruire per motivi di sicurezza. Ecco quindi che il 6% del suolo consumato è in territorio a rischio frana e ben il 32% è ad alto rischi sismico, aree che andrebbero evitate e preservate per evitare disastri non solo ambientali ma anche umanitari, come quelli che hanno coinvolto numerosi centri abitati del nostro paese nei numerosi terremoti che lo hanno scosso negli ultimi anni. Non si tratta solamente di costruzioni abusive, come si potrebbe erroneamente pensare, ma anche di strutture che hanno ottenuto il via libera dalle amministrazioni ed enti di competenza. Accade così che circa il 2% del territorio coinvolto si trova in aree protette e il 24% è soggetto a vincoli paesaggistici, il consumo del suolo non conosce confini o norme di tutela, si è andati così a portare via terreno ai diversi parchi nazionali come quello dei Monti Sibillini, del Gran Sasso o dei Monti della Laga.

Cosa si può fare in merito? Oltre ad avere un buon senso civico e cura del nostro patrimonio naturale anche nell'ottica di lasciare il tutto intatto per generazioni future, ciò che si può fare concretamente è cercare di riutilizzare suolo già consumato, rivalutare edifici e strade già esistenti, terreni già impermeabilizzati per altri scopi e dare loro nuova vita. La speranza che il disegno di legge diventi realtà e possa aiutare a rendere tutto possibile, grazie anche a degli incentivi, non può e non deve rimanere un sogno.


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