SAI AMBIENTE - Rimozione amianto

Cosa è l'impronta ecologica?
L'impronta ecologica è l'indicatore utilizzato per stimare il consumo umano di risorse naturali rispetto alla capacità della Terra di rigenerarle.

I parametri per calcolare la l'impronta ecologica sono stabiliti dalla Global Footprint Network e tiene conto di tutte le abitudini di vita di ciascuna persona tipo. È come prendere una persona di una determinato territorio e fare una lista di tutto ciò di cui attualmente necessita per vivere: scelte alimentari e quantità, quantità di rifiuti che produce, superficie di suolo che occupa, vestiti o altri beni che acquista, energia consumata, anidride carbonica che emette nell'atmosfera.

Oltre a fare tutto questo, la Global Footprint Network stima le aree produttive del pianeta, quanto producono in termini di alimenti, cibo per sfamare gli animali e materiale per creare prodotti manifatturieri come abbigliamento e mobili.

Una volta raccolti tutti i dati, procede con il confronto tra quanto la terra produce e quanto la popolazione umana consuma. Attualmente, per soddisfare i bisogni e i vizi che abbiamo, ci servirebbero 1,7 pianeti Terra per mantenere il nostro stile di vita e permettere la rigenerazione di ciò che la Terra produce e che noi consumiamo. È facile capire che arriviamo a poco oltre di metà anno solare prima di consumare tutto ciò il nostro pianeta produce.

 

Esigenze personalizzate
Il dato riportante la necessità di quasi due pianeti Terra per sopperire ai fabbisogni dell'attuale popolazione è ovviamente una media adattata al numero di persone che vivono sul pianeta. La Global Footprint Network, però, fa molto di più, ovvero stima quanto avrebbe bisogno la singola persona, per fare questo si prende il territorio nazionale e lo si divide per il numero di abitanti e lo stesso si fa con le risorse prodotte e consumate. Il calcolo è senza dubbio impegnativo ma dati alla mano si può notare che paesi come l'Australia e gli Stati Uniti d'America necessitano di circa cinque pianeti Terra per produrre quanto consumano. L'India necessita di 0,6 pianeta Terra. Questo ci fa capire che Paesi più industrializzati dove è possibile reperire qualunque cosa si desideri non prestano attenzione a quanto in realtà consumano e, di conseguenza, sprecano.

Non si può far affidamento a paesi classificati come Terzo Mondo per poter bilanciare la realtà produttiva mondiale, dovrebbe essere impegno di tutti preservare il pianeta su cui abitiamo e che condividiamo senza pensare al nostro egoistico benessere.

 

Cosa possiamo fare concretamente?
Ridurre il rapporto tra quanto consumiamo e quanto la Terra produce annualmente non è semplice. Siamo giunti ad un periodo storico in cui il numero della popolazione che abita il nostro pianeta non è mai stato così alto e continua a crescere. Più persone corrisponde ad una sempre maggiore necessità di cibo, vestiti, mezzi di trasporto e tutto quello che serve a condurre una vita dignitosa ma non prima di sfarzi.

L'impatto che il cibo ha sul calcolo dell'impronta ecologica è del 26%, questo significa che mangiamo animali e vegetali più velocemente di quanto essi stessi non riescano a riprodursi, per questo si è visto nel corso degli anni un continuo aumento di allevamenti intensivi dove vengono trascurate le condizioni di vita degli animali, costringendoli a vivere in condizioni di disagio e scarsa igiene. L'aumento degli animali, del numero di serre e di conseguenza di piante che vi crescono all'interno, oltre al numero sempre crescente di persone che abitano il pianeta, ha portato anche ad un'impennata nella produzione di anidride carbonica che si vede incontrastata sul piano atmosferico dal fatto che sempre meno piante rinnovano l'aria producendo ossigeno. La deforestazione non ha solo impatto sull'estetica della Terra, ma anche sulla capacità di essa di produrre risorse, per noi e per gli animali, primo fra tutti l'ossigeno.

Per rispondere alla domanda riguardo a cosa possiamo fare noi concretamente nella nostra vita di tutti i giorni, basterebbe fare attenzione a tante piccole cose, come il consumo di cibi a basso impatto ambientale, prediligere frutta e verdura di stagione che non necessitano di coltivazioni in serra tutto l'anno. Possiamo anche fare attenzione ai prodotti che consumiamo, alla cosiddetta filiera corta, all'involucro che viene utilizzato per la protezione e la consumazione degli alimenti, ai nostri abiti stessi, realizzati con fibre naturali a scapito di quelle sintetiche. Il tutto per portarci a produrre meno sprechi, meno rifiuti, puntando su materiali riciclabili e riutilizzabili per un pianeta più pulito ed eco sostenibile.


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